Guida alle giurisdizioni non domiciliate: dove conviene stabilire la residenza fiscale internazionale

Stabilire la propria residenza fiscale internazionale è una scelta strategica che può incidere in maniera significativa sul carico tributario complessivo, sulla protezione del patrimonio e sulla libertà di movimento. Negli ultimi anni, sempre più imprenditori, investitori e professionisti hanno scelto di trasferirsi in giurisdizioni non domiciliate (non-dom), che offrono regimi agevolati e opportunità uniche.

Questa guida presenta una panoramica dei principali Paesi europei e extraeuropei che adottano regimi non-dom o forme simili, analizzandone i vantaggi, i requisiti e le differenze principali.

Cos’è il regime non-dom?

Il concetto è semplice: chi si trasferisce in una giurisdizione non-dom non viene tassato sui redditi globali, ma solo su quelli prodotti localmente (o, in alcuni casi, su quelli rimpatriati). In altri Paesi, invece, al posto della tassazione ordinaria sui redditi esteri si applica una flat tax sostitutiva.

In entrambi i casi, lo scopo è attrarre capitale umano, investimenti e competenze. Per imprenditori e investitori significa poter gestire la fiscalità in modo più efficiente, senza rinunciare a uno stile di vita internazionale.

Portogallo regime NHR: vantaggi e limiti per i nuovi residenti

Il Non-Habitual Resident (NHR) ha reso il Portogallo un polo per pensionati, professionisti e remote worker. Per dieci anni i residenti NHR possono godere di esenzioni o aliquote ridotte sui redditi esteri e di una tassazione agevolata (20%) su alcune professioni qualificate (https://www.theportugalnews.com/news/2025-01-14/portugals-revised-nhr-regime).

Negli ultimi anni, però, il regime è stato ristretto, soprattutto per le pensioni. Resta comunque interessante per chi desidera un mix di fiscalità favorevole e qualità di vita.

Italia flat tax e residenza fiscale: perché attrae grandi patrimoni

L’Italia, tradizionalmente percepita come un Paese ad alta imposizione, ha introdotto nel 2017 un regime agevolato per attrarre individui ad alto patrimonio e professionisti internazionali. Il meccanismo prevede un’imposta sostitutiva annuale sui redditi esteri, che, a seguito del Decreto-Legge n. 113 del 2024, è stata elevata da 100.000 a 200.000 euro per chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia dopo il 10 agosto 2024 (data di entrata in vigore della norma).

Il beneficio resta valido per un massimo di 15 anni, e può essere esteso ai familiari, con una tassa aggiuntiva di 25.000 euro per ciascun soggetto.

Questo regime continua a rappresentare un’opportunità per sportivi, manager, investitori e imprenditori che desiderano coniugare vantaggi fiscali e qualità di vita, sfruttando l’attrattiva del lifestyle italiano (fonti: decreto-Legge 10 agosto 2024, n. 113, Gazzetta Ufficiale n. 186/2024, Agenzia delle Entrate – Scheda informativa “Regime dei nuovi residenti”).

Malta residenza fiscale non-dom: i vantaggi per investitori e imprenditori

A Malta vige un sistema di tassazione territoriale: i redditi esteri non rimpatriati non vengono tassati. Attraverso programmi come il Global Residence Programme, gli stranieri possono ottenere residenza fiscale e accesso a vantaggi interessanti, con aliquote effettive molto basse grazie al meccanismo di rimborso delle imposte societarie (https://www.maltaimmigration.eu/malta-residency/malta-global-residence-programme-grp/).

Per gli investitori, soprattutto in settori come fintech e digitale, Malta offre un mix unico di fiscalità competitiva, quadro normativo flessibile e posizione strategica nel Mediterraneo.

Altre giurisdizioni non-dom da valutare

Oltre a queste mete, vale la pena citare:

  • Regno Unito, pioniere del non-dom, che resta interessante nonostante le recenti restrizioni (in vigore fino al 2025).
  • Irlanda, più focalizzata su imprese e multinazionali che sugli individui, ma con strumenti agevolativi specifici.
  • Monaco e Andorra, scelte privilegiate per chi cerca un’assenza quasi totale di imposte sul reddito, a fronte di requisiti stringenti e costi elevati.

Come scegliere la giurisdizione non-dom giusta

Non esiste un “non-dom perfetto” valido per tutti. La scelta dipende da diversi elementi: la natura dei redditi (lavoro, dividendi, capital gain), la durata del regime, la qualità dei servizi locali, i trattati contro la doppia imposizione e le condizioni di permanenza richieste.

Una decisione presa senza analisi approfondita può portare a doppie imposizioni o perdita di benefici. Per questo serve un approccio su misura, costruito sul profilo specifico dell’imprenditore o investitore.

Il regime non-dom è una leva potente, ma va gestito con competenza e trasparenza. Con Cartesio ti aiutiamo ad individuare la giurisdizione più adatta, a valutare i benefici fiscali concreti e a garantire piena compliance normativa.

Se stai pensando di trasferire la tua residenza fiscale internazionale, contattaci: ti guideremo nella scelta più efficiente e sicura.

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